Conoscevi tutto di me, tutti i miei gusti, i miei piatti preferiti, i miei punti deboli.

Sapevi i dubbi che mi ponevo, le paure più segrete, i miei sentimenti più profondi.

Sapevi quanto mi piacesse il vintage, quanto mi piacesse il blu, quanto mi piacesse lui.

Sapevi che non era finita lì, che ce n’erano rimaste di cose da dire.Sapevi che ti volevo bene e che saresti stata l’ultima persona da cui mi sarei immaginata una cosa simile.

Seriamente. Lo scrivo qui perché so che tanto non mi ascoltesti, perché so che in fondo tutte queste parole che sto scrivendo le conosci già.

Non ti capisco proprio, amica.

Perché mi hai mentito? Fin dall’inizio? Per quale motivo hai dovuto fingere, davanti a me, facendomi soffrire? Quando sapevi che due parole sarebbero bastate, che io non sono una che se la prende, che alla fine ti avrei perdonata, perché ti volevo bene. E tu lo sapevi, cazzo se lo sapevi.

Ma non te n’è fregato niente.

Io lo so di aver sbagliato, l’ho ammesso tempo fa e tu hai detto di avermi perdonata. E adesso?!

Tiri fuori storie vecchie, non sono forse questi gli specchi su cui cerchi di arrampicarti? Il fumo dietro cui cerchi di nasconderti? Ma non lo vedi che cadi, non lo vedi come sei caduta in basso? Dove pensi che ti porterà tutto questo, non capisci che tu sei la prima persona a cui fai male? 

Oltre a un po’ di amici, ciò che mi rimane è frustrazione. E la tristezza, di aver visto che ciò che pensavo costruissimo insieme, tu lo distruggevi. Toglievi piccoli pezzi qua e là, ma io non me ne accorgevo. Io ti volevo troppo bene, e amavo troppo lui. Non me ne sarei potuta mai accorgere, l’amore è cieco. L’amore non vuol vedere.

E tutti i consigli che mi hai dato, che ho cercato di applicare… era solo per giungere qui?

Sai, dopo tutto sono felice. Dopo tutto se sei felice tu, te lo auguro di esserlo.

Forse siamo un po’ così, due poli con la stessa carica, accomunati da qualcosa ma destinati per sempre ad essere lontani.

Allora sai che ti dico? Buona vita.

Sì buona vita, ché non ti voglio manco augurare niente di cattivo, ché lo sai come sono fatta, o almeno dovresti.

Ah e ricordati una cosa. Di come sei fatta te.

Perché io credo proprio di non averlo capito.

Monday, 06 June 2011 at 20:16

NIGHTNIGHT by DEDDY